Storie dei diritti
Casi reali, anonimizzati. Per capire cosa succede davvero quando un lavoratore decide di difendere i propri diritti.
Dopo l’incidente, l’assicurazione offriva un terzo del dovuto
“Un tamponamento mi aveva lasciato con postumi permanenti al collo. La compagnia proponeva una cifra che non copriva nemmeno le spese mediche.”
Dopo 12 anni, mi hanno detto che non servivo più
“Dopo 12 anni nell'azienda, mi hanno consegnato una lettera che diceva "giustificato motivo oggettivo". Non capivo niente. Mi sentivo finito.”
Mio padre, in vita, aveva donato tutto a mio fratello
“Alla morte di nostro padre ho scoperto che aveva già intestato la casa e i risparmi solo a mio fratello. A me sembrava non restasse nulla.”
Il mio responsabile mi isolava dai colleghi
“Ogni giorno era una piccola umiliazione. Mi spostavano di scrivania, non mi invitavano alle riunioni. Pensavo fosse un problema mio.”
Un avviso di garanzia per una truffa che non avevo commesso
“Mi è arrivato un avviso di garanzia per truffa. Non capivo: non avevo mai avuto rapporti con la persona che mi accusava.”
Non ricevevo gli straordinari da 8 mesi
“Lavoravo 10 ore al giorno ma in busta paga ne risultavano 8. Il mio capo diceva "poi ti compensiamo". Non è mai successo.”
Avevo consegnato il lavoro, ma tre fatture restavano insolute
“Il committente aveva accettato i lavori senza contestazioni, ma da mesi le fatture non venivano pagate. Ogni sollecito cadeva nel vuoto.”
Mi hanno messo un foglio davanti e mi hanno detto "firma"
“Il direttore mi ha chiamata in ufficio e mi ha detto che non c'era alternativa. Ho firmato. Poi ho scoperto che avrei potuto non farlo.”
Mi hanno negato il rinnovo del permesso per una busta paga mancante
“Vivo e lavoro in Italia da otto anni. La Questura ha rifiutato il rinnovo perché mancava un documento sul reddito. Rischiavo di perdere tutto.”
Sono caduto da un'impalcatura. L'azienda non voleva denunciare.
“L'impalcatura non aveva le protezioni. Il capo mi ha detto di dire che ero caduto a casa. Io sapevo che non era giusto.”
Mi hanno tolto tutte le responsabilità senza motivo
“Da coordinatore di reparto a semplice addetto. Nessuna spiegazione, nessun motivo disciplinare. Solo la volontà di spingermi a dimettermi.”
Licenziata perché incinta. Ho lottato e ho vinto.
“Appena comunicata la gravidanza, il clima in ufficio è cambiato. Dopo tre mesi, la lettera di licenziamento. Ma la legge era dalla mia parte.”
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