Nel risarcimento del danno da sinistro stradale la vittima ha diritto sia al danno patrimoniale (spese mediche, mancato reddito, danni al veicolo) sia al danno biologico, cioè la lesione dell’integrità psicofisica, quantificato secondo le tabelle del Tribunale di Milano, oggi punto di riferimento nazionale.
Marco (nome di fantasia), tamponato mentre era fermo a un semaforo di Legnano, aveva riportato un trauma cervicale con postumi permanenti. La compagnia assicurativa, sulla base di una propria valutazione medica, gli aveva offerto una somma che a malapena copriva le spese di fisioterapia.
Abbiamo affidato il caso a un medico legale di fiducia per una perizia indipendente, che ha accertato una percentuale di invalidità permanente ben superiore a quella riconosciuta dalla compagnia, e abbiamo ricostruito nel dettaglio il danno patrimoniale, comprese le giornate di lavoro perse.
Con la perizia e la documentazione reddituale, abbiamo contestato formalmente l’offerta e avviato la trattativa applicando le tabelle di Milano. Di fronte a un quadro probatorio solido, la compagnia ha rivisto radicalmente la propria posizione.
Il caso si è chiuso con una transazione di importo più che triplo rispetto alla prima offerta, senza bisogno di arrivare in giudizio: un risultato che ha permesso a Marco di coprire le cure e di essere effettivamente ristorato del danno subito.