L’avviso di garanzia non è una condanna né un rinvio a giudizio: segnala che è aperto un procedimento in cui si risulta indagati. È però il momento in cui la difesa ha i margini di manovra più ampi, perché può interloquire con il Pubblico Ministero prima che la posizione si cristallizzi.
Luca (nome di fantasia), un artigiano della zona di Busto Arsizio, era stato denunciato per una presunta truffa relativa a un pagamento che, secondo l’accusa, aveva incassato senza fornire la prestazione. In realtà i suoi dati anagrafici erano stati utilizzati da un terzo in un contratto che lui non aveva mai sottoscritto.
Abbiamo raccolto la documentazione bancaria e contrattuale per dimostrare l’estraneità di Luca ai fatti e incaricato un consulente grafologo di analizzare la firma apposta sul contratto contestato, risultata non riconducibile alla sua mano.
Sulla base di questi elementi abbiamo depositato una memoria difensiva al Pubblico Ministero, ricostruendo la vicenda e allegando le prove documentali e tecniche prima ancora dell’eventuale rinvio a giudizio.
Il Pubblico Ministero ha condiviso la ricostruzione e ha chiesto l’archiviazione, accolta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio: per Luca il procedimento si è chiuso senza mai arrivare a processo.