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Torna alle NewsInfortunio sul lavoro

Sono caduto da un'impalcatura. L'azienda non voleva denunciare.

L'impalcatura non aveva le protezioni. Il capo mi ha detto di dire che ero caduto a casa. Io sapevo che non era giusto.

LavoratoreOperaio edile, 52 anni
Analisi diAvv. Federico Zuccarino
Tempo di lettura5 min read
TerritorioLegnano / Varese / Milano

Gli infortuni sul lavoro impongono al datore di lavoro l'obbligo immediato di denuncia all'INAIL e all'autorità di pubblica sicurezza. Spesso le aziende cercano di nascondere gli infortuni per evitare ispezioni degli organi di vigilanza (ATS/ASL) e l'aumento del premio assicurativo.

Antonio, operaio edile di Legnano, era caduto da un'altezza di tre metri mentre lavorava su un ponteggio privo di parapetti regolamentari, riportando la frattura del bacino e di una gamba. Il titolare del cantiere lo aveva pressato affinché dichiarasse al pronto soccorso che l'incidente era avvenuto nel proprio giardino privato.

Siamo intervenuti immediatamente per rettificare la dichiarazione del pronto soccorso, notificando l'infortunio all'INAIL e avviando la pratica per il riconoscimento della tutela assicurativa pubblica. Parallelamente, abbiamo richiesto l'intervento degli ispettori del lavoro per eseguire i rilievi sul cantiere.

L'ispezione ha accertato la grave violazione delle norme del Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08). Abbiamo quindi agito civilmente per il risarcimento del "danno differenziale" (la quota di danno biologico e patrimoniale non coperta dall'indennizzo INAIL) nei confronti dell'impresa edile.

La vertenza si è conclusa con una transazione stragiudiziale: l'assicurazione della ditta ha risarcito ad Antonio la somma di 64.000 euro per danno differenziale, integrando pienamente la rendita INAIL mensile che gli era stata nel frattempo riconosciuta.

Topic & Focus Geografico
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